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18/09/2020

Ecobonus del 110% e cessione del credito alle banche: arrivano le prime offerte

La detrazione fiscale del 110% derivante dall’Ecobonus per interventi di riqualificazione energetica può essere ceduta a chi esegue i lavori come pagamento, o agli istituti di credito per ottenere la liquidità necessaria. Sono di queste settimane le proposte di acquisto di Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banca Sella, a cui faranno seguito a breve quelle di altre banche e di Poste Italiane.

 

Il 1° luglio scorso si è aperta la finestra prevista dal Decreto Rilancio per l’attuazione di opere di riqualificazione energetica per le quali fruire dell’Ecobonus del 110%, finestra che dovrebbe chiudersi il 31 dicembre 2021 ma il cui termine sarà molto probabilmente prorogato.

Detto in sintesi, l’Ecobonus 110 – o Super Ecobonus – si applica in primo luogo a interventi di isolamento termico che devono interessare più del 25% della superficie disperdente e alla sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento con nuovi sistemi a condensazione o pompe di calore o soluzioni geotermiche.

A questi interventi, definiti “trainanti”, si possono associare altre opere di riqualificazione e ristrutturazione, che godranno anch’esse della detrazione del 110%.

La detrazione è recuperabile in 5 anni.

E’ prevista però anche la possibilità di saldare le spese degli interventi cedendo al fornitore il credito fiscale, in tutto o in parte.

L’applicazione della cessione del credito derivante dall’Ecobonus 110 è ora effettiva grazie alla pubblicazione della Circolare 24/2020 del Ministero delle Finanze, accompagnata da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, documenti che hanno fornito alcuni importanti chiarimenti.

 

Come funziona la cessione del credito del 110%?

La cessione del credito fiscale del 110% è consentita nei confronti di chi realizza i lavori, in luogo del pagamento. I fornitori pagati con la cessione del credito potranno a loro volta utilizzare tale credito a fini fiscali, come pagamento a terzi o cederlo a una banca. Anche il titolare dell’immobile da riqualificare potrà decidere di cedere il credito a banche o intermediari finanziari, in cambio della somma necessaria per l’intervento.

In questo modo potrà ovviare all’insufficienza di liquidità o all’eventuale incapienza fiscale (incapiente è chi ha un reddito complessivo troppo basso per poter fruire di detrazioni), anche perché i crediti inutilizzati per incapienza non potranno essere recuperati nei successivi anni fiscali.

La cessione del credito può però essere attuata in un secondo momento: ad esempio, il contribuente fruisce della detrazione il primo anno ma, se si accorge di rischiare l’incapienza l’anno dopo, può scegliere a quel punto di cedere il resto del credito.

La possibilità di cessione del credito è valida anche per l’Ecobonus del 2019 (fino al 75% in dieci anni), per il Sisma Bonus (110% in cinque anni), il Bonus facciate (90% in 10 anni) e il Bonus ristrutturazione (50% in dieci anni).

La Circolare 24/2020 chiarisce che chi realizza gli interventi non è obbligato ad accettare la detrazione fiscale in luogo del pagamento (che significherebbe però rischiare di perdere occasioni di lavoro) e che la cessione del credito deve essere una libera scelta del singolo contribuente.

Quest’ultima affermazione potrebbe creare complicazioni in caso di lavoro condominiali: l’assemblea condominiale non potrà deliberare di cedere tutto il credito ma ogni singolo condomino deciderà se saldare direttamente la sua quota parte o avvalersi della cessione.

La cessione integrale o parziale del credito va comunicata all’Agenzia delle Entrate dal cedente, per via telematica e tramite un apposito modello. L’invio sarà possibile dal prossimo 15 ottobre.

Se, in linea di principio, questo meccanismo sembrerebbe soddisfare le esigenze di tutte le parti in causa, la vera incognita è stata finora la capacità di reazione delle banche e le modalità con cui avrebbero gestito le richieste in arrivo. Infatti la cessione del credito era già prevista negli anni scorsi per gli incapienti ma nessun istituto di credito aveva formalizzato un’offerta in tal senso.

 

La risposta degli istituti di credito: le prime offerte sul mercato

Un’importante premessa: l’iter burocratico per fruire dell’Ecobonus del 110% non è semplicissimo. Nel caso poi si decida di cedere il credito al fornitore, ci saranno ulteriori documenti da produrre, il cui numero aumenterà se la cessione del credito avverrà nei confronti di una banca.

Il Corriere Economia ha calcolato che occorrano circa 36 documenti per quest’ultima operazione: dall’atto notorio che dichiara che le spese sono a carico di chi cede il credito al preventivo particolareggiato dei costi, con la clausola che se la spesa finale risultasse superiore del 20%, la banca non accetterà più la cessione.

Ma quali sono le condizioni generali che gli istituti di credito prevedono per la cessione del credito?

A oggi sono state rese pubbliche tre offerte: quella di Unicredit, di IntesaSan Paolo e di Banca Sella. Il quadro, però, è in costante aggiornamento.

 

1. Unicredit: offerta valida fino al 30 settembre 2020

La prima a muoversi è stata Unicredit con un’offerta per l’Ecobonus 110 valida solo fino al 30 settembre 2020.

Unicredit offre:

  • 102 euro per ogni 110 euro di credito ceduti da persone fisiche e condomini;
  • 100 euro per ogni 110 euro di credito ceduto da imprese, che l’hanno avuto a loro volta a saldo degli interventi.

Per gli altri tipi di Bonus l’offerta è di 78 euro per ogni 100 euro di credito.

Unicredit propone la copertura finanziaria dell’intero importo dei lavori tramite una linea di credito o un finanziamento di durata fino a 18 mesi, con apertura di un conto corrente dedicato a termine, in attesa del passaggio del credito nel cassetto fiscale della banca.

Sul sito della banca è già disponibile tutta la contrattualistica ed è possibile scaricare la guida dell’Agenzia delle Entrate ai Bonus.

 

2. Intesa Sanpaolo: 100 euro a persone fisiche e imprese

L’offerta di Intesa SanPaolo è invece senza scadenza e non distingue tra persone fisiche/condomini e imprese.

Per tutti si propongono:

  • 100 euro per ogni 110 euro di credito;
  • 80 euro ogni 100 per gli altri Bonus.

Il cedente potrà trasferire a titolo definitivo il credito ottenendo il pagamento del corrispettivo in via anticipata, sempre in attesa della maturazione dei crediti, sottoscrivendo un contratto “pro soluto, con il quale perde la titolarità del diritto e ogni responsabilità annessa. Il corrispettivo sarà accreditato sul conto corrente indicato dal cedente stesso.

Quest’ultimo così avrà a disposizione la liquidità necessaria dall’inizio alla conclusione dei lavori. Infine Intesa San Paolo ha sottoscritto un accordo con Deloitte per fornire un tutoring specialistico per ottenere l’Ecobonus 110% e gli altri Bonus fiscali “edilizi”.

 

3. Banca Sella: consulenza a privati e imprese

Banca Sella si regola come Unicredit, anche per quanto riguarda il valore delle offerte:

  • 102 euro per ogni 110 euro di credito per privati e condomini;
  • 100 euro per ogni 110 euro di credito per le aziende.

Anche Banca Sella offre consulenza e assistenza per la richiesta delle agevolazioni, con un supporto dedicato alla raccolta della documentazione e alla presentazione delle domande.

 

Come scegliere? Considerando anche l’assistenza

Sono in arrivo nei prossimi giorni le proposte di altri istituti di credito (Mps, Bpm, Popolare di Sondrio….) e di Poste Italiane.

Dato che si potrà notificare non prima del 15 ottobre all’Agenzia delle Entrate la decisione di cedere il credito, chi ha già fatto tale scelta ha tempo per valutare le diverse offerte che man mano popoleranno il mercato.

Potrebbe far pendere il piatto della bilancia a favore dell’una o dell’altra banca l’effettiva qualità dell’assistenza fornito per espletare tutte le pratiche, aspetto non secondario vista la complessità della procedura.